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29 • 30 • 31 OTTOBRE
2021
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Perché visitare DeGusto?

Ecco 5 buoni motivi per esserci

• È il primo salone in Calabria concepito per soddisfare le esigenze e le aspettative di Aziende, Professionisti del settore e Grande Pubblico;

 

• È il sistema più diretto per conoscere in anteprima i nuovi prodotti, le novità e le proposte alimentari provenienti dal mondo del food&beverage;


• È l'opportunità per degustare, valutare e condividere la qualità di cibi e bevande Made in Italy direttamente dalle Aziende produttrici;


• È il luogo ideale per stabilire nuovi contatti, individuare e conoscere il partner giusto il tutto in un contesto altamente professionale;


• È l'occasione per aggiornarsi, confrontarsi e acquisire nuove conoscenze e competenze nel settore utili per la nascita di nuove idee e strategie.

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Nel selezionare le aziende del settore Eno-Agro-Alimentare DeGusto tiene conto delle caratteristiche produttive di ogni singola azienda, al fine di valorizzare le qualità organolettiche dei prodotti presentati e di assegnarne il legame territoriale e la cultura del luogo di origine

Marchi Qualità ITALIANI

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I.G.T.

IGT, Indicazione Geografica Tipica, era infatti la terza sigla in uso per i prodotti enologici fino al 2010: oggi è stata ricompresa nel marchio IGP. Per ottenere il riconoscimento, i vini devono essere prodotti con almeno l’85% di uve provenienti dall’area geografica indicata.

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D.O.C.

DOC, Denominazione di Origine Controllata, è invece la sigla storica, istituita sin dagli anni Sessanta e conosciuta da tutti in Italia. È stata storicamente utilizzata come marchio per i vini di qualità prodotti in aree geografiche di dimensioni piccole o medie, con caratteristiche attribuibili al vitigno, all’ambiente e ai metodi di produzione: i primi prodotti sono stati riconosciuti nel 1966. Dal 2010 in realtà non è più in uso: per la legge europea la denominazione è ora compresa nella sigla DOP, ma l’utilizzo è ancora consentito come menzione specifica tradizionale.

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D.O.C.G.

DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Al pari della sigla DOC, questo marchio fa ora parte della grande famiglia DOP: è in ogni caso attribuito ai vini già riconosciuti come DOC e ritenuti di particolare pregio da almeno 10 anni. 

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P.A.T.

PAT, Prodotto Agroalimentare Tradizionale, è invece il marchio utilizzato solo in Italia per contraddistinguere prodotti tradizionali e di nicchia, con una diffusione così ridotta da non concorrere all’assegnazione di DOP e IGP. È l’unica sigla di qualità che è attribuita dalla Regioni: l’obiettivo è di valorizzare le specialità locali ottenute con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura tradizionali, in uso da almeno venticinque anni e omogenei in tutto il territorio interessato. Alcuni esempi sono il sanguinaccio e il miele lucano, il prosciutto di pecora sardo, lo speck altoatesino.

Marchi Qualità EUROPEI

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S.T.G.

STG, Specialità Tradizionale Garantita. È la sigla europea che meno ha a che vedere con l’origine dei prodotti. È infatti utilizzata esclusivamente per alimenti con caratteristiche di tradizione e di qualità tali da distinguersi da altri prodotti simili: gli unici due casi italiani sono la mozzarella e la pizza napoletana, che possono però essere prodotte con uguali caratteristiche e utilizzando quindi il marchio anche in Paesi molto lontani dal Mediterraneo.

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I.G.P.

IGP, Indicazione di Origine Protetta, è la seconda tipologia di sigla condivisa a livello europeo. A dispetto del nome, indica alimenti e vini tipici di una determinata area geografica e che lì sono prodotti e/o trasformati e/o elaborati: questo vuol dire che un determinato prodotto, pur lavorato nella zona indicata secondo metodologie specifiche, può provenire da una diversa regione o persino dall’estero. I vini, in alternativa possono usare la sigla IGT.

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D.O.P.

DOP, Denominazione di Origine Protetta. È la sigla più conosciuta e utilizzata, ufficialmente riconosciuta e condivisa a livello europeo. Conta più di 400 vini e 160 prodotti italiani registrati, fra cui particolarità come l’aceto balsamico tradizionale di Modena o il puzzone di Moena. Contraddistingue gli alimenti e i vini le cui caratteristiche gustative possono essere attribuite all’appartenenza a un determinato ambiente geografico: per questo, la sigla è assegnata solo a specialità alimentari prodotte e lavorate in aree precise e secondo un determinato disciplinare di produzione.

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BIO

BIO è infine la parola utilizzata in Italia per identificare bevande e alimenti prodotti con metodi biologici, quindi senza l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica. Il riconoscimento europeo è dato da un particolare marchio, composto dalla sagoma di una foglia con dodici stelle bianche su fondo verde chiaro. Il logo e la denominazione biologico (o BIO) possono essere riportati solo sulle confezioni di prodotti che utilizzino almeno il 95% di ingredienti agricoli coltivati con metodi biologici e conformi al sistema di controllo e certificazione nazionale. Dal 2012 il marchio BIO può essere usato anche per il vino.

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